Pietre, sculture, minerali

In Val di Vara e nel territorio di Follo esistevano cave di ardesia di ottima qualità, da cui veniva estratto il materiale impiegato per la copertura dei tetti con lastre di pietra irregolari chiamate “ciàpe”, (che ancora coprono, nei borghi, alcuni dei tetti più antichi), e per la costruzione di pavimenti e davanzali. Nella zona affiorano due tipi principali di arenaria: l’ Arenaria “Macigno” e l’Arenaria di Monte Gòttero; la prima usata essenzialmente per la costruzione di portali scolpiti con simboli religiosi e pagani e per le sculture apotropaiche: teste umane stilizzate, realizzate nelle più diverse dimensioni, che si trovano spesso murate nelle pareti esterne delle case, sui lati degli edifici prospicenti gli accessi e ben visibili dalle strade, evocanti un mondo misterioso di tradizioni magico-religiose, le cui origini si perdono nella preistoria con le enigmatiche statue stele. Una curiosità: in Val di Vara sono anche state attive diverse piccole miniere di minerali, tra cui notevole la cromite (rarissima in Italia), la varaite (una manganoacmite, unica al mondo), la cerchiaraite, scoperta nella miniera di manganese di Cerchiara. Le piccole cave e miniere sono state una risorsa economica del secolo scorso.

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